COMUNICATO ALLA CITTADINANZA

31/01/2019

Il Gruppo Alpini di Monteviale si é trovato nella spiacevole situazione di dover difendere i propri diritti sulla sede in zona Prà Verde; per questo ritiene opportuno dare ai cittadini di Monteviale tutte le informazioni del caso:
-La sede è stata costruita dagli alpini con le loro mani (vi hanno lavorato 39 alpini per complessive 4168 ore), con i soldi ricavati in anni di attività ( tra cui 11 anni di taglio legna nei boschi accumulando circa 12.000 ql di legna) e con le offerte di molti soci del Gruppo.
-il terreno è stato dato dal Comune.L’Amministrazione Comunale ha regolato tutta la materia tra Comune ed Alpini con la delibera del Consiglio Comunale del 14.06.1994 e successiva sottoscrizione di una convenzione il 12.10.1994 che prevede l’uso della sede agli alpini per 50 anni.
-La delibera del Consiglio Comunale n° 20 del 13.03.1995 ha poi approvato il Regolamento per l’utilizzo della sede in accordo sempre con il Gruppo Alpini.
Ora l’attuale Amministrazione disconosce tutto questo e pertanto siamo costretti a difendere il lavoro e l’onore degli alpini. Siamo una Associazione d’Arma patriottica , rispettosa dello Stato e delle sue leggi, abbiamo fatto giuramento quando siamo stati chiamati a servire lo Stato nell’Esercito come soldati e a quel giuramento siamo legati. Lasciata la divisa lo abbiamo sempre onorato anche con un continuo servizio civile che a Monteviale dura dal 1959. Da 59 anni siamo d’aiuto alla comunità.
Siamo persone normali, con un nostro lavoro,e non esperti in diritto amministrativo. Non abbiamo impiegati o dirigenti comunali ( pagati anche da noi con le nostre tasse). Ci siamo dovuti rivolgere ad un legale ( a nostre spese) per ben comprendere la reale situazione della sede alpina alla luce degli atti documentali pubblici e, conseguentemente, difendere i nostri diritti.
Vi riportiamo quanto sinora accaduto (quanto qui riportato è nei documenti ):
-il 20.07.2018 il nostro avvocato ha inviato una lettera al Sindaco per ribadire quanto scritto nelle suddette delibere comunali e dichiarare disponibilità ad un incontro.
-il 5.09.2018, di fronte al silenzio comunale,il nostro avvocato ha inviato una nuova lettera al Comune tornando a precisare il contenuto delle solite delibere e diffidando il Comune da compiere atti contrari alle stesse.
-il 7.09.2018 è arrivata una prima lettera dal Sindaco. In essa il Comune dichiara di non riconoscere il comodato della sede agli alpini, afferma che la sede è a disposizione del Comune e chiede la consegna delle chiavi,
-il 10.09.2018 il nostro avvocato respinge la tesi comunale ribadendo la disponibilità ad un incontro.
-il 20.09.2018 il Comune procede ad una denuncia penale nei confronti del Capogruppo Domenico Baruffato e del componente il direttivo sig. Flaviano Zemin per il cambio delle serrarture e la mancata consegna delle chiavi della sede. Va precisato che il cambio serratura si era reso necessario perché il Comune concedeva l’utilizzo della sede degli alpini a privati per feste ed addirittura pernottamenti , pur essendo, per Regolamento, vietati questi usi. Inoltre, sempre a norma di Regolamento, la responsabilità civile dell’utilizzo della sede è degli alpini e del loro Capogruppo.
-il 27.09.2018 è pervenuta dal Comune una lettera del Sindaco che torna a ribadire il disconoscimento delle delibere comunali sulla sede agli alpini.
In precedenza e, precisamente il 27.07.2018, il Consiglio Comunale ha approvato un regolamento per l’utilizzo dei luoghi pubblici comunali, inserendo la sede degli alpini tra questi.
Di fronte a questa situazione gli alpini hanno deciso di opporsi in sede amministrativa presso il T.A.R Veneto alla suddetta delibera comunale per la parte riguardante la sede alpina.
Inoltre, per fare infine chiarezza , decidono di adire al Tribunali Civile affinché venga stabilito se le delibere comunali che assegnano per 50 anni la sede agli alpini sono o non sono valide. Il primo atto della procedura è stata l’udienza, sempre chiesta dagli alpini, presso l’Organismo di Mediazione Forense tenutasi il 19.11.2018 dal cui verbale risulta un nulla di fatto. Infatti la totale intransigenza del Comune nel ribadire la nullità delle sopranominate delibere ha impedito qualsiasi dialogo. Ricordiamo che, pur essendo stata convocata l’udienza di Mediazione per il 19.11.2018, il Comune in data 15.11.2018 ha diretto al Capogruppo una ulteriore ingiunzione a consegnare le chiavi della sede entro 15 giorni.

Non volendo ulteriormente esacerbare la situazione, il nostro avvocato ha inviato il 6.12.2018 all’Ufficio Tecnico Comunale ed al Sindaco, una lettera in cui li si informava che il 7.12.2018 sarebbe stata consegnata loro una copia delle chiavi della sede alpina ma, il cui utilizzo, sarebbe dovuto essere di mero controllo tecnico dell’immobile e sempre con l’accesso previo accompagnamento degli Alpini che ne sono i conduttori responsabili.
Il 7.12.2018 mattino il Capogruppo Domenico Baruffato, accompagnato dal vice-capogruppo Roberto Cegalin, ha consegnato la copia delle chiavi al Comune ricevendone regolare ricevuta.
Circa un’ora dopo, una delegazione del Comune con la Polizia Locale, accompagnata dal Capogruppo e vice-capogruppo alpini, hanno effettuato un sopralluogo della sede.

Purtroppo è saltata la manifestazione “Se Brusa la Vecia” prevista per il 6 gennaio. Esiste un regolamento comunale che vieta di dare il patrocinio ad un’associazione che abbia in atto un contenzioso con il comune .

La Pro Loco che tradizionalmente porta avanti questa festa insieme agli Alpini, per solidarietà ha rinunciato ad organizzarla da sola.
Per la prima volta dopo circa 37 anni, la manifestazione non si è tenuta.


Il 10.12.2018 il Tribunale Ordinario di Vicenza, sezione prima, ha fissato l’udienza di discussione della nostra richiesta il 14 febbraio 2019.
Alla vigilia di Natale l’avvocato del Comune ha trasmesso al nostro avvocato una proposta di comodato per 9 anni con tutta una serie di oneri a carico degli alpini, tra cui la cura del verde pubblico. Abbiamo respinto la proposta poiché ancora una volta in totale contraddizione con le delibere del Consiglio Comunale.
Martedì 29.01.2019, probabilmente sapendo che gli alpini avevano organizzato per la sera successiva, la cena sociale annuale ed una manifestazione culturale per mercoledì prossimo 6 febbraio , un dirigente comunale ha emesso un provvedimento che ribadisce la solita tesi, ma che informa che cambierà la chiave per impedire l’accesso degli alpini alla loro sede.
Questa mattina,sicuramente presto, un fabbro inviato dal Comune ha cambiato la serratura della sede. A questo punto l’attività è bloccata.

Questa sera il nostro avvocato ha proceduto a notificare una diffida e domani, su richiesta del Presidente della sezione di Vicenza degli alpini, alle ore 12 il Sig. Prefetto riceverà il Presidente Cherobin accompagnato dal nostro avvocato,dal Capogruppo del Gruppo di Monteviale sig. Baruffato Domenico e dal Vice-capogruppo sig. Roberto Cegalin.
Tutto questo a 14 giorni dalla udienza in Tribunale!!
Finalmente ogni discussione terminerà con la sentenza del Giudice che stabilirà se sono o non sono valide le delibere comunali che assegnano per 50 anni in comodato la sede a noi alpini !
Una situazione simile non si era mai verificata in questi ultimi 24 anni. Quattro sindaci si sono succeduti in questo periodo alla guida del nostro Comune e solamente con quest’ultimo sono sorti problemi.

Noi alpini ci siamo sempre, non cambiamo e, nonostante il grande sconcerto, nemmeno cambierà il nostro impegno civile e sociale verso la nostra comunità.
Cari concittadini, potete sempre contare su di noi !

Monteviale 31.01.2019

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